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Telenovelas e videogames

 La terra del Cearà, nel nord del Brasile, è famosa, oltre che per le sue bellissime spiagge, per la testardaggine del suo popolo. Mario Jardel Almeida Ribeiro ne è sicuramente un esempio. Mario nasce a Fortaleza, il 18 settembre 1973. La madre, Maria, appassionata di telenovelas, affianca al primo nome di suo figlio quello del più famoso attore dell’epoca: Jardel. Il padre, Cesar Ribeiro, proviene da una famiglia che ha sempre coltivato il sogno di affermarsi nel mondo del calcio, ma senza successo. Nonni e zii hanno giocato nel Ferroviario, la squadra locale che per mascotte ha uno squalo, ma…”il treno della celebrità” non è partito. Sarà Mario a realizzare il sogno di tutti. Inizia come portiere nel Montese, una squadra del suo quartiere, più tardi entra nelle giovanili del Ferroviario per giocare come punta. Anni dopo, in una intervista dirà “non sono mai stato bravo con la palla tra i piedi e per questo ho puntato tutto sulle finalizzazioni, specie nel gioco aereo”. Facilitato dal suo metro e novanta di altezza, i suoi colpi di testa diventano celebri e inizia farsi strada nel mondo del calcio. Nel 1991 partecipa al torneo giovanile di Rio e conquista immediatamente i dirigenti del Vasco da Gama che lo acquistano dal Ferroviario per 27.500 dollari. Il sogno di intere generazioni della famiglia Ribeiro sta per cominciare. Con il Gigante della Collina conquista 3 titoli statali di seguito; dal 92 al 95. I gol segnati sono 27, compresi i 2 della finale giocata contro il Fluminense, tuttavia al São Januario non sono ancora soddisfatti. La fretta di trovare un nuovo Roberto Dinamite è tanta e Mario è ancora giovane. Non sapendo bene come agire, i dirigenti del Vasco optano per una decisione che si rivelerà pessima. Nel 1995, Mario viene dato in prestito al Gremio di Scolari e immediatamente si fa notare. Trova nel terzino paraguaiano Arce, uno dei migliori assist-man della sua carriera e di gol ne segna tanti. Diventa capocannoniere della Coppa Libertadores con 14 gol e, oltre al trofeo Continentale, vince anche 2 titoli statali nel 95 e nel 96 marcando 54 reti. Nel frattempo, il cartellino è diventato proprietà del Tricolor Gaucho che, per assicurarselo, ha fatto una sorta di colletta tra i tifosi.



La fama di Mario, però, ha varcato l’Oceano; e così arriva il Porto che lo mette sotto contratto per 5 anni. E’ un lustro di grandissima gloria. Dal 96 al 2000 Super Mario, come lo chiamano i tifosi, vince 4 volte la classifica di capocannoniere del campionato portoghese, conquistando la Scarpa d’Oro nel 2000 e regna come realizzatore assoluto nella Champions League dello stesso anno. In campionato, i numeri sono davvero impressionanti : 30, 26, 36 e 38 sono i gol segnati in quattro stagioni con la maglia dei Dragoni; a coronare il tutto arrivano 3 scudetti portoghesi e una coppa nazionale. Nel 2000, accetta una sfida che sembra stimolante e ben remunerata. Il calcio turco vuole affermarsi in Europa e il Galatasaray mette sotto contratto, oltre a Super Mario, Taffarel e Hagi. Assieme ad Emre e sotto la direzione di Mircea Lucescu inizia un bel ciclo europeo. La squadra conquista la Coppa Uefa e la Super Coppa Europea del 2000, e fa sempre bella figura in Champions League dove Super Mario, tanto per cambiare, con un suo colpo di testa batte Casillas ed elimina il Real nei quarti della stagione 2001.Tuttavia decide più tardi di cambiare “aria”, forse a causa di alcuni stipendi non pagati con regolarità. Ritorna così alla sua patria adottiva , ma questa volta la destinazione è Lisbona. Nel 2002, conquista due coppe del Portogallo e ancora un titolo di capocannoniere con la maglia dello Sporting.

Super Mario in azione

Ma ciò non sarà sufficiente per farlo partecipare ai mondiali Nippo-Coreani. La concorrenza con Romario non c’è più, ma Scolari non gli rinnova la fiducia e lo lascia fuori dai giochi dalla Seleçao. Il titolo con la Under 20, nel 2000, sarà l’unica gioia di Super Mario con la maglia dei Canarinhos.

L’esperienza nella Premier Ligue al Bolton non è entusiasmante, i gol segnati sono appena 3 ed è così che a 31 anni Super Mario tenta la carta Italia. Nel 2004, passa all’Ancona, purtroppo ha la sfortuna di trovarsi “nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Con una squadra male assemblata che agonizza all’ultimo posto non ci sarà neanche un’ occasione di vedere in azione il vero Super Mario, un grande peccato... Gli incidenti di percorso si ripetono e, come nel famoso videogame, Super Mario inizia a girare da un capo all’altro del Mondo senza trovare pace. Tornato nella sua terra Natale, per vestire la maglia del Palmeiras, si allena un mese e neanche gioca. Ingaggiato dai Newell’s Old Boys gioca appena 3 partite e neanche festeggia il titolo di Apertura argentino.Nel 2005 è in prova in Spagna, all’ Alaves ma finisce disoccupato e ritorna in Brasile, al Goias, dove gioca fino a giugno del 2006. Sembra proprio che, oltre la bella parentesi turca, l’unico paese che gli sia amico sia il Portogallo. Ed è lì che Super Mario torna ancora. Firma col Beira Mar che nel 2006 è risalito nella Super Liga Portuguesa. Mantenere la sua media gol in Super Liga (183 gol in 174 partite) è una grande sfida…e alla fine non si può parlare di una delusione, le presenze sono 12 e i gol 3, ma Jardel ancora vuole girare il mondo e lo ritroviamo a Cipro vestendo la maglia dell’Anorthosis e addirittura in Australia coi Jets. L’anno scorso torna in Brasile nella bella terra di Santa Catarina che già aveva rinvigorito, nel passato, campioni come Edmundo. La maglia di Super Mario è quella giallo-nera del Criciuma, i risultati sono a mio parere discreti ma i piani del Tigre nel 2009 sono diversi da quelli del nostro eroe, e allora…si ritorna casa, al Ferroviario, tornando con un treno carico-carico di gol e successi in giro per il mondo intero…



Brahma



Pubblicato il 4/3/2009 alle 18.14 nella rubrica Miti del passato.

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