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Djalminha

A grande richiesta riproponiamo alcuni pezzi  pubblicati anni fa.Cominciamo con la biografia di un grandissimo...

Se disobbedisci ai tuoi genitori, che preferiscono lo studio al calcio, e poi ti ritrovi a giocare assieme a Pelè non puoi che benedire questa condotta. E’ il caso di Djalma Dias, campione degli anni 60 e 70 che brillò nel Palmeiras e nel Santos assieme a Pelè. Ma nella vita il passaggio da figlio a genitore avviene quasi senza accorgertene ed ecco che ti capita (a volte) di pensare allo stesso modo dei tuoi genitori che tanto criticavi. Quali raccomandazioni potrà aver dato allora il grande Djalma Dias a Djalma Freitosa Dias, detto Djalminha?

Sicuramente quella di contare fino a dieci prima di reagire! Djalminha appartiene infatti ad una delle categorie più affascinanti del mondo dello sport: genio e sregolatezza.

Nasce il 9 dicembre del 1970 proprio nella città di Santos dove il padre a quei tempi divideva lo spogliatoio “del Pesce” assieme a Pelè e Clodoaldo. Ma il padre è carioca ed è quindi il Vasco da Gama che lo fa entrare nella “escolinha de futebol” nel 1984. Il carattere del ragazzo è di quelli tosti: a quei tempi in prima squadra c’erano Roberto Dinamite, Dunga e Geovani ma Djalminha non si fa certo intimidire dai loro nomi. Non trovando posto in prima squadra decide quindi di approdare all’altra sponda. Il Flamengo lo tessera e lo fa giocare in prima squadra a partire dal 1989. Dotato di un ottimo scatto che gli permette di bruciare le difese e di un sinistro formidabile, ben presto conquista un posto da titolare e vince assieme a Junior e Zinho una Coppa del Brasile(1990) un titolo Statale(1991)ed uno Federale(1992). Il Flamengo si rivela un ambiente giusto per crescere, successi e campioni dai quali imparare non mancano. Tuttavia una furibonda lite con Renato Gaucho (un altro che non le manda a dire), provoca il distacco inevitabile di Djalminha dalla Gavea (la sede del Clube de Regatas Flamengo).

E’ il Guarani di Campinas che lo contratta nel 1993 e lo affianca a Luizão, un centravanti proveniente dal vivaio. Formano assieme una coppia di attacco formidabile che il Palmeiras non si lascia scappare. E così dopo una breve esperienza di sei mesi in Giappone allo Shimizu Pulse, nel 1996 si ritrova assieme a Luizão nella città di São Paulo dove difende i colori del Palmeiras.

Fa parte di un vero e proprio squadrone (con lui ci sono Cafu, Muller, Flavio Conceicão e Rivaldo) che stravince il campionato Paulista. Alla fine del campionato le reti segnate dalla squadra del Parque Antartica saranno ben 102 in 30 partite. Tra i tanti segnati da Djalminha, si ricorda ancora un suo gol storico marcato dopo 25 secondi al rivale di sempre, il Corinthians. Ma questi nuovi successi non frenano il suo carattere impulsivo: assieme al suo amico Edmundo, si trova al centro dell’attenzione quando fa a pugni con il fidanzato di una ragazza che aveva adocchiato in una pizzeria, nel quartiere Barra da Tijuca a Rio. Comunque il tecnico Vanderlei Luxemburgo sa bene quanto lui sia importante nell’economia della squadra: è il vero trascinatore di quel Palmeiras che sembra far un solo boccone di tutte le competizioni, ma viene espulso nella semifinale della coppa del Brasile del 1997 contro il Flamengo e la coppa tanto a portata di mano svanisce per sempre.

Gli ammiratori oltreoceano non gli mancano, in particolare Cesar Luiz Lendorio, presidente del Deportivo La Coruna è affascinato dalla genialità espressa in campo dal “sinistro-geniale” (così più tardi lo chiamerà) ed è così che per 12 milioni di dollari il “Depor” lo acquista dal Palmeiras, ancora una volta assieme a Luizão.

Gli anni al Depor

E’ subito un successo, l’Europa intera inizia a conoscere il suo talento e ciò gli vale la convocazione nella Seleção con la quale conquista la Copa America nel 1997. Nel 2000 si realizza il sogno del Presidente Lendorio: la città di La Coruna festeggia il primo scudetto e la Supercoppa di Spagna. Il contributo di Djalminha è stato determinante. Le “dichiarazioni d’amore” da parte del Club non mancano in ogni intervista dei dirigenti, i quali gli perdonano una rissa in una discoteca spagnola che lo aveva visto protagonista assieme al suo amico Edmundo che era andato a trovarlo. Ma nel giugno 2002 accade l’imperdonabile: durante un allenamento, discordando circa un rigore assegnatogli contro dal suo allenatore, scaraventa la palla fuori e affibbia una testata al malcapitato Javier Irureta. Viene subito allontanato dal Club e perde simultaneamente il posto in Nazionale che stava per convocarlo tra i 23 del Mondiale Nippo-Coreano.

Viene prestato all’Austria Vienna dove vince una coppa nazionale e un campionato. Nel 2003 torna in Spagna ma a La Coruna non ritrova gli stimoli di un tempo, l’anno successivo approda in Messico nell’America ma le cartucce le ha ormai sparate tutte. Sovrappeso e con problemi fisici non gioca quasi mai. Il ritorno al Palmeiras lo tenta, ma Djalminha è un radicale e dopo l’ultimo titolo di giornale che nel novembre del 2005 teorizza un interesse del Vasco, annuncia il suo pensionamento dopo 524 partite e 166 gol. Al momento è impegnato in tournee mondiali a promuovere lo Show-Ball (si gioca sei contro sei) assieme agli amici Junior Baiano, "Pantera" Donizete e Paulo Nunes.

Brahma

Pubblicato il 1/2/2009 alle 18.55 nella rubrica Miti del passato.

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