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Delusione

Si è chiusa ieri la massima competizione mondiale per club, quella che Roberto Mancini considera una semplice "coppa dell'amicizia". Ha meritato e vinto il Milan di Ancelotti, Kakà è stato nominato "miglior giocatore" della finale: non sarà certo una partita a far cambiare le mie idee.

Miguel Angel Russo è un buon allenatore, ma ieri ha sbagliato partita. Non può, una squadra abituata a giocare con il rombo a centrocampo, snaturare le proprie caratteristiche al fine di contenere il gioco degli avversari. Il marchiano errore nel disporre un centrocampo a 4 in linea si è notato soprattutto nella ripresa, quando Kakà si è trovato più volte "fra le linee", in grado di giocarsi l'1 contro 1 con i centrali xeneizes. Bravi quanto vuoi, ma non altrettanto esperti e rapidi.
Certo, il Milan ha disputato una partita perfetta, ma troppi sono stati gli errori tattici della controparte: il reparto arretrato boquense necessitava di esperienza (avrei accentrato Morel e inserito Krupoviesa sulla sinistra), il centrocampo chiedeva fantasia (mancando Riquelme, serviva Gracian o Datolo), mentre davanti lo spento Palermo poteva essere sostituito prima con lo scalpitante Carlos Bueno. Ora Russo pagherà i suoi errori con l'esonero, ma spero che venga scelto un mister quantomeno all'altezza.
Quattro anni fa si invertirono le parti: un Boca più esperto, ma tecnicamente meno dotato, batteva ai rigori la corazzata Milan. In difesa giostrava Rolando Schiavi, il centrocampo veniva orchestrato da Diego Cagna, in attacco iniziava ad incantare Carlitos Tevez. Ma soprattutto in panchina siedeva Carlos Bianchi, uno stratega eccezionale che molti alla casa azul y oro rimpiangono ancora. Questo Boca ripartirà da Juan Roman Riquelme, dal superconsulente Diego Armando Maradona, da un nuovo D.T. che però non sarà Diego Simeone, già accasatosi al River Plate.

Come dicevo in apertura, non sarà certo una partita a farmi cambiare idea. Ritengo il Boca superiore al Milan, almeno per caratteristiche tecniche, e considero Riquelme un giocatore migliore di Kakà. Come, del resto nel 2003, il Milan era una squadra superiore al Boca Juniors.
La mia idea di fondo ormai la conoscete tutti, da tempo predico una sorta di superiorità del calcio sudamericano su quello europeo, nonostante il confronto sui trofei intercontinentali indichi pressochè parità. 
Che sarebbero le società europee senza l'imprevedibilità e la tecnica di brasiliani, argentini, cileni ecc.? Ieri a decidere l'incontro è stato un brasiliano, ad esempio. Purtroppo questi giocatori smettono presto di essere "profeti in patria", come lo fu Bochini nel mitico Independiente degli anni 70, ma il serbatoio dei talenti non sembra mai svuotarsi.
Il calcio per me rimane soprattutto una questione di estetica, che ci volete fare?

Redondo

Pubblicato il 17/12/2007 alle 13.30 nella rubrica Mondiale per club.

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