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Arrivano le goleade!

I quarti di finale della Copa America 2007 hanno consegnato a tifosi e semplici appassionati partite dai risultati assai rotondi. Rivisitiamole insieme.

Sabato a San Cristobal, i padroni di casa sono tornati sulla terra, lasciando strada ai rinati avversari dell'Uruguay, dimostratisi assai deludenti nel girone di qualificazione. Un 4-1 che non ammette repliche, vista anche la mole di reti fallite da Diego Forlan nella prima mezz'ora di gioco, che concede ai ragazzi del Maestro Tabarez la possibilità di giocarsi l'accesso alla finalissima contro la Seleçao di Dunga. La partita ha evidenziato le lacune tecniche dei vinotintos, in particolare a centrocampo; l'ex rossonero Pablo Garcia si è dimostrato la chiave del gioco della Celeste, distinguendosi per un discreto numero di palloni recuperati e smistati (ottima la sua realizzazione).

Le reti di Venezuela-Uruguay

Nella notte, i verdeoro capitanati da Gilberto Silva hanno letteralmente schiacciato un Cile ridimensionato dalla numerose assenze. Nelson Acosta esclude dai titolari Valdivia, Vargas (motivi disciplinari), Fernandez, Villanueva, Navia (scelta tecnica) e l'infortunato Melendez. Dunga vara una formazione di chiaro stampo europeo, con un centrocampo fisico composto da Josuè-G.Silva-Mineiro-J.Baptista, e si affida alla tecnica degli avanti Robinho-Vagner Love.
Ci mettono poco i brasiliani a passare in vantaggio, e poi a tenere in pugno la vittoria: il Cile è assai arrendevole e l'impostazione difensiva facilita la conservazione del punteggio. Ne esce un 6-1 di chiaro stampo Robinho, autore di una doppietta e delle solite giocate incantevoli.

Pillole di Brasile-Cile

Ieri era grande l'attesa per il quarto di finale ritenuto, almeno sulla carta, il più equilibrato. E' scaturito, complice l'espulsione di Bobadilla dopo soli due minuti (con conseguente rigore trasformato da Castillo), un 6-0 eccessivamente punitivo nei confronti dell'albilroja di Gerardo Martino. Bene il solito Castillo e il metronomo Torrado, la vera sorpresa negativa del match è stata la prestazione del baluardo difensivo paraguayano, Caceres, autore dell'errore che ha spianato la strada all'espulsione di Bobadilla (più diversi svarioni).
Hugo Sanchez sogna la finale, ma fra due giorni contro l'Argentina sarà tutta un'altra musica.

Messico-Paraguay

Come da pronostico, Basile vara la consueta Equipo de Memoria con Diego Milito in luogo dell'infortunato Tevez. Uribe risponde con Marino al posto di Farfan e il 39enne Bazalar in mezzo al campo.
Il primo tempo mostra la buona disposizione tattica degli andini, abili nel neutralizzare le fonti del gioco albiceleste; al di la di qualche buona iniziativa personale di Riquelme e Messi poco si è visto.
A cambiare il volto al match è stato senza dubbio l'ingresso di Tevez per Milito: il gioco si è velocizzato e l'ingresso del Brigante ha dato più profondità al gioco argentino. Ma è stato ancora un volta J.R. Riquelme a sbloccare la situazione con un sinistro preciso, al quale sono seguite le realizzazioni di Messi e Mascherano, prima del raddoppio del Mudo.

Spettacolo Riquelme

E da domani, sotto con le semifinali!

Redondo

Pubblicato il 9/7/2007 alle 13.18 nella rubrica Speciale Copa America 2007.

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