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Un blog per celebrare il calcio che conta


Diario


17 maggio 2010

Bicho Campeon!

In pochi ci avrebbero scommesso, nemmeno Futbolandia. La sorpresa si è concretizzata, il sogno è diventato realtà: l'Argentinos Juniors vince il campionato di Clausura 2010, ovvero il terzo titolo nazionale di una lunga storia. Un altro modo di fare calcio è possibile?

Il club
El Bicho viene fondato nel 1904 a Buenos Aires, col nome di Club Martires de Chicago, in omaggio ai Martiri dell'Haymarket di Chi­cago impiccati nel 1886 per aver richiesto giornate lavorative di otto ore. Non a caso viene scelto il colore rosso per le magliette, che decisamente sposa la causa socialista dei primi del 900.
C'è da rimarcare che il club è una polisportiva, dove si praticano tra l'altro pallacanestro e pallamano, anche se il calcio assume una posizione rilevante.
El Semillero, chiamato affettuosamente così per la grande capacità di coltivare talenti di livello assoluto, lancia nel mondo del professionismo giocatori destinati a segnare la storia del calcio argentino e mondiale. Su tutti El Pelusa Diego Maradona, ma anche Fernando Redondo, Juan Roman Riquelme, Sergio Batista, Diego Cagna e Juan Pablo Sorin.



Ma è soprattutto la metà degli anni '80 a portare alla ribalta una squadra strepitosa, in grado di conquistare nell'ordine titolo Metropolitano 1984, Campionato nazionale e Libertadores 1985, Coppa Interamericana 1986, oltre alla finale di Intercontinentale sfuggita solamente ai calci di rigore. Poi un lento declino, la retrocessione e la rinascita, con il Clausura conquistato ai danni del Pincha di Juan Sebastian Veron.

I protagonisti
Il vero artefice di questo miracolo sportivo è uno dei reduci di quel 8/12/2005, giorno in cui non alzò il massimo trofeo per club ma si consacrò al mondo come uno dei talenti più cristallini. Poi l'approdo in Europa e il ritorno in Sudamerica, per una carriera da giocatore forse poco prolifica per le proprie qualità. Claudio Borghi ci ha riprovato da allenatore, conquistando il massimo titolo cileno con il Colo Colo, e diventando poi profeta in patria, dopo un passaggio non proprio felice ai Diavoli Rossi dell'Independiente.



A Borghi il merito di aver amalgamato una buona squadra ma non eccelsa, che nel mercato aveva tra l'altro perso la propria stella Gabriel Hauche. E' una vittoria del collettivo, dal quale sono emersi il difensore Gentiletti (ha ottime offerte in Europa) e il volante Mercier, che figura tra i 30 preconvocati di Maradona. Il resto lo ha fatto l'attacco, con le reti decisive della coppia Pavlovich-Ismael Sosa, e il canto del cigno dell'immortale Josè Luis El Caldera Calderon, ancora in grado di far esplodere La Paternal (ora stadio Diego Armando Maradona).

Il campionato
Un pò deludente sotto l'aspetto tecnico e disciplinare, il campionato argentino è sembrato rispecchiare la crisi che attanaglia le grandi Boca Jr e River Plate. Condizioni ideali per veder emergere sorprese com'è successo negli ultimi anni, tra cui Banfield e Lanus.
Nel corso del torneo si sono alternate in vetta alla classifica Godoy Cruz, Independiente ed Estudiantes, ma sono stati proprio i campioni del Sudamerica a gettare alle ortiche il titolo, con il pareggio casalingo a reti bianche contro il Central alla penultima giornata. I Bichos ne hanno approfittato con la vittoria in rimonta sull'Independiente, difesa poi nell'ultima giornata contro l'ex sorpresa Huracan.
Cammino in crescendo quello del Semillero Rojo, mentre per la squadra di Sabella è forse pesato l'impegno in Copa Libertadores. Ha invece deluso il Racing, che aveva investito parecchio per costruire una squadra da riportare ai vertici.
Il campionato argentino si è dimostrato ancora una volta vetrina per giovani dal futuro assicurato: mi hanno favorevolmente impressionato Mauro Formica del Newell's e Funes Mori del River.

Golazo de Formica

Citazione d'obbligo per El Nano Buonanotte, rientrato dopo il terribile incidente stradale del 2009 e subito decisivo nella partita contro il Velez. Futbolandia si schiera a favore dei giocatori di classe, indipendentemente dai colori sociali.

Redondo




permalink | inviato da futbolandia il 17/5/2010 alle 21:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


11 maggio 2010

Dubbi (pre)mondiali

Arrivano le liste dei preconvocati alla rassegna mondiale, e già un attacco di nostalgia m'assale.
Se da tempo eravamo al corrente della lenta ma inarrestabile estinzione dei numeri 10 in Italia, dispiace che l'autentica patria del calcio (ovvero il Brasile) sacrifichi il talento a favore dei muscoli. I verdeoro restano i favoriti per il titolo, ma la squadra che fece impazzire l'Azteca nel 1970 è un ricordo sbiadito.
Nell'attesa che Maradona convochi Cuciuffo, Ruggeri e Troglio (Valdano no, è troppo scomodo), mi consolo con l'ottimo potenziale offensivo del Paraguay, anche se privo del Chava Cabanas.
Passano le stagioni, ma l'unica discriminazione che si pratica a Futbolandia è contro i profeti dell'anticalcio.

Redondo




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